Ancora critiche positive

“Intensa e commovente, profonda e toccante”, con queste parole comincia la recensione che il bimestrale “Emozioni” dedica a “Passaggi segreti”.
Il giudizio, più che positivo, si aggiunge a quelli di “Musica e Dischi” e “Music In”. Se avete letto altre critiche sul disco, su periodici o su organi di stampa web, non mancate di segnalarceli tra i commenti di questo post o al nostro indirizzo di posta.

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3 Risposte

  1. salve ragazzi, voelvo segnalarvi la presenza di una bella intervista sul mensile Musica leggera di dicembre!
    Baci

  2. Per fortuna la classe non è acqua. Altrimenti i maligni avrebbero finito per relegare Grazia Di Michele nella lista nera degli artisti venduti alla tv. Se non fosse che lei – da sei anni docente e strenuo difensore della scuola catodica di Amici – non abbia a un certo punto pensato di lasciar cadere le polemiche e lasciar parlare i fatti. Chiudendosi ancora una volta in studio di registrazione, e uscendone con Passaggi segreti. Visto dall’ottica televisiva, anche il titolo potrebbe sembrare un’ulteriore lezione ai suoi aspiranti cantanti. Che suonerebbe più o meno così: i talent show sono una valida autostrada per la notorietà, non per l’arte. Per quest’ultima, esistono invece dei passaggi segreti, che appartengono alla propria innata anima di artista e vanno scoperti da soli: nessuno li può insegnare – come si fa con gli acuti – o comprare. Tutto il disco della Di Michele ne è d’altronde un’egregia dimostrazione, così denso di storie profonde e di perle di stile, in cui la voce calda e virtuosa della cantautrice romana prende per mano l’ascoltatore e lo accompagna nei cantucci del nostro tempo, per raccontare i fatti del mondo senza mai edulcorarli o relegarli in secondo piano. Giova, infatti, constatare che le peculiarità della cantautrice romana sono rimaste intatte nel tempo: una voce vellutata al servizio di storie e contenuti interessanti. Un binomio che, eccezion fatta per un evitabilissimo duetto con Massimo Ranieri (non ce ne vogliano entrambi, ma ottimo più ottimo non sempre fa eccellente), salta spesso all’orecchio in brani intensi ed evocativi come L’ultimo dolore o Fino all’ultima carezza. Nelle pieghe della sua ispirazione, ecco altre storie importanti: quella di Anja e della sua guerra (in Ajna del settimo cielo), oppure l’amore raccontato con ironia e freschezza ne Il mare in una stanza, e poi Caterina, adolescente frettolosa e piena di vita, descritta così bene che pare di vederla. Passaggi segreti per raggiungere e conoscere l’animo umano in dodici tracce, che scivolano via in un soffio. Lasciando la sensazione che sia la voce lo strumento cruciale ma mai il fine, sempre saldo sull’ispirazione artistica e le storie da raccontare. Lo capissero anche i suoi allievi!

    da popon.it

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