Grazia con le lavoratrici OMSA

“Sin dall’inizio della mia carriera di cantautrice nelle mie canzoni ho sempre voluto dar voce alle donne. Anni fa ho prestato un mio brano, forse uno dei miei più fortunati, per accompagnare uno spot pubblicitario di collant. Quella canzone fu scelta perché parlava di donne e probabilmente per lo spot era funzionale a dare un’immagine della donna “diversa” da quella allora dominante.
Per questo sono rimasta colpita dalla notizia che l’azienda che produce quei collant, oggi, voglia chiudere uno stabilimento qui in Italia per riaprirlo in Serbia. Leggendo le notizie sui giornali scopro che non è un’azienda in perdita: è florida, fa profitti e ha consolidato il suo valore di mercato anche grazie al lavoro di tutti i suoi dipendenti. A quanto si legge nei comunicati la fabbrica chiude perché in Serbia il lavoro costa molto meno e trasferirvi gli stabilimenti consentirà ai proprietari di massimizzare i profitti. Sono rimasta molto colpita perché 239 donne per questo motivo a marzo perderanno il lavoro e la maggior parte di loro ha un età che non agevola un reinserimento nel mercato del lavoro.
Se è vero che la scelta di produrre all’estero è un’attività imprenditoriale che non posso discutere, credo che ciascuno di noi, artisti, operai, imprenditori, politici siamo chiamati a una certa responsabilità nel nostro lavoro, che consideri il rispetto e la dignità degli altri.
Sono passati tanti anni da quando affidavo la mia canzone allo spot pubblicitario, ma sembra che anziché fare passi in avanti la nostra società ne stia facendo indietro. In quella canzone io cantavo la bellezza, la libertà, la fragilità, il mistero della donna. Volevo rivendicare la dignità di ogni caratteristica femminile, indispensabile complemento di una società troppo orientata al maschile. Ancora oggi occorre rivendicare il contributo delle donne alla società e il diritto al lavoro ne è un presupposto indispensabile. Per questo mi sento molto vicina alle lavoratrici OMSA e mi unisco alle loro richieste perché la politica e gli imprenditori facciano tutto il possibile per preservare il loro lavoro, la loro dignità.” (Grazia Di Michele, dalla sua bacheca Facebook)

Qui il video dello spot del 1988.

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